da un’impresa miope

La Tecnologia

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Lo Stato incentiva ancora troppo poco la ricerca di innovazioni capaci di ridurre l'impatto sull'ambiente provocato dalla produzione e dal consumo. Mai come oggi, infatti, il ruolo della tecnologia risulta determinante in vista di uno sviluppo autenticamente solidale e integrale dell'umanità.
Esiste una tecnologia che inquina ma anche quella capace di disinquinare; una tecnologia che spreca ma anche una che fa risparmiare; una tecnologia che rende schiavi, ma anche una tecnologia che ci rende liberi. Dipende soltanto da noi, saper scegliere quella “buona” in vista di quello che desideriamo sia il nostro benessere.
L’uso della tecnologia, infatti, non può prescindere da una visione integrale dell'uomo e quindi deve essere utilizzata per rispondere alla domanda di qualità delle merci da produrre e da consumare, alla qualità dei servizi di cui usufruire, alla qualità dell'ambiente e alla tutela della salute.
La responsabilità sociale d'impresa è cosa seria. Essa grida a squarciagola che l'impresa deve essere una comunità solidale non chiusa negli interessi corporativi, per tendere ad un'ecologia sociale del lavoro e contribuire al bene comune anche mediante la salvaguardia dell'ambiente naturale.

L'Ambiente

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Non sempre lo Stato e/o gli Enti preposti, nell'ambito del proprio territorio, svolgono il compito urgente di offrire ai cittadini la garanzia di non essere esposti ad agenti inquinanti o a rifiuti tossici. Lo Stato dovrebbe, con azioni concrete, prevenire o scoraggiare, aumentando la pressione fiscale, quelle attività d’impresa che comportano il degrado dell'atmosfera, della biosfera e danneggiano la salute.
La salute e l’ambiente, per essere tutelate, hanno bisogno che le imprese facciano parlare fra loro l’innovazione e l’etica.
Non sempre si ha presente, quando si prendono decisioni per lo sviluppo, che l'ambiente è in realtà “risorsa” e contemporaneamente “casa” per tutti gli uomini. Le possibilità di eliminare i fattori d'inquinamento e di assicurare condizioni di igiene e di salute adeguate per le persone che vi lavorano e per le comunità che le ospitano è alla portata di tutte le imprese.
Un’impresa rispettosa dell’uomo e dell'ambiente è una impresa sana (moralmente e socialmente) perché non persegue l'obiettivo del profitto a tutti i costi.
Infatti, oltre alla funzione tipicamente economica, l'impresa svolge anche una funzione sociale, perché è luogo dove si generano occasioni di incontro e di collaborazione, nonché di crescita e di valorizzazione delle capacità delle persone coinvolte. La dimensione economica dell'impresa è pertanto condizione per il raggiungimento tanto di obiettivi di profitto, quanto di obiettivi sociali e morali, che vanno perseguiti congiuntamente.

Il Capitale Umano Creativo

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Questa sembra essere la migliore definizione che il mondo dell’impresa attribuisce ai lavoratori. Ma gli esseri umani possono essere ridotti al solo concetto di “fattore di produzione”?
Anche se molti imprenditori riconoscono quanto sia utile, alla maggiore efficienza dell’impresa, un integrale sviluppo della persona umana (che include la dimensione del lavoro e contemporaneamente altre dimensioni quali ad esempio quella contemplativa o affettiva), non sempre, quando si progettano piani di sviluppo e d’innovazione si riscontrano scelte coerenti (investimenti) con tale opportunità.
Purtroppo, ancora oggi, in alternativa ad azioni concrete che consentirebbero il rispetto della dignità umana dei lavoratori, imprenditori e dirigenti continuano ciecamente a destinare i loro investimenti (di tempo e finanziari) al raggiungimento di obiettivi di efficienza basati sull’immagine esterna, alla rivalutazione del capitale, a nuovi mezzi di produzione e cosi via; in poche parole continuano a tenere esclusivamente conto dell'obiettivo economico dell'impresa trascurando gli obiettivi delle persone.
La loro cecità non gli consente di vedere nelle persone il vero patrimonio dell'azienda nonché il fattore critico di successo. E questo perché la creatività delle persone non trova risposta negli aspetti oggettivi, tecnici, operativi del lavoro bensì nella conoscenza dei lavoratori, nella loro capacità di relazionarsi, di apprendere, di affrontare le novità, nel saper lavorare insieme e condividere e raggiungere obiettivi comuni.
Ancora oggi, quando si parla di produzione, tutti sono orientati all’oggetto e nessuno al soggetto.
Sappiamo tutti che l'obiettivo dell'impresa deve essere realizzato in termini e con criteri economici, ma, parimenti, riconosciamo tutti che non devono essere trascurati gli autentici valori che permettono lo sviluppo concreto della persona e della società. In questa visione personalista e comunitaria, «l'azienda non può essere considerata solo come una "società di capitali"; essa, al tempo stesso, è una "società di persone", di cui entrano a far parte in modo diverso e con specifiche responsabilità sia coloro che forniscono il capitale necessario per la sua attività, sia coloro che vi collaborano col loro lavoro»[Giovanni Paolo II, Lett. enc. Centesimus annus, 43].

Risorse Naturali

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<< Le risorse sono nella natura quantitativamente scarse e ciò implica, di necessità, che ogni soggetto economico singolo, così come ogni società, debba escogitare una qualche strategia per impiegarle nel modo più razionale possibile, seguendo la logica dettata dal principio di economicità. Da ciò dipendono sia l'effettiva soluzione del problema economico più generale, e fondamentale, della limitatezza dei mezzi rispetto ai bisogni individuali e sociali, privati e pubblici, sia l'efficienza complessiva, strutturale e funzionale dell'intero sistema economico. Tale efficienza chiama direttamente in causa la responsabilità e la capacità di vari soggetti, quali il mercato, lo Stato e i corpi sociali intermedi.>> [Compendio Dottrina Sociale della Chiesa n. 346]

 
Pertanto anche per le imprese, ridurre i consumi (energia, materie prime, ecc.) non è solo un bisogno per essere più competitivi nel prezzo, bensì un dovere. Svolgere in maniera efficiente l'attività di produzione è un dovere per le imprese, in quanto chiamate responsabilmente ad evitare lo spreco di risorse; perché? perché non è accettabile, ed è illecita moralmente, una crescita economica ottenuta a discapito di interi popoli e soprattutto delle future generazioni.
Le imprese partono purtroppo dal presupposto, rivelatosi errato, che esiste una quantità illimitata di energia e di risorse da utilizzare. Molti credono che la loro rigenerazione sia possibile nell'immediato. Tutti, o quasi tutti, trascurano gli effetti negativi delle manipolazioni dell'ordine naturale.
Ogni attività d’impresa deve preoccuparsi della cura dell'ambiente e prevederne i relativi costi. Le imprese devono avere ben presente che le risorse naturali sono limitate e alcune non sono rinnovabili. L'attuale ritmo di sfruttamento compromette seriamente la disponibilità di alcune risorse naturali per il tempo presente e per il futuro.
Il problema ecologico, che viviamo sotto i nostri occhi, richiede, per essere risolto, che l'attività umana ed in particolare quella economica, rispetti maggiormente e seriamente l'ambiente, sino a rinunciare a perseguire quelle forme di sviluppo che non consentono di tutelarlo.

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