2007 07 18 - Bari c/o Sala Consiliare del Comune

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Presentazione di dePILiamoci nella sala Consiliare del Comune di Bari alla presenza del Sindaco EMILIANO

Il 18 luglio a Bari alle ore 18:00 nella Sala Consiliare del Palazzo di città è stato presentato dePILiamoci Liberarsi del PIL superfluo e vivere felici“.

In questa occasione per la prima volta si è utilizzato il “TEST Semiserio” che ha consentito ai presenti di entrare immediatamente nel tema e partecipare attivamente al dibattito.

La conversazione con gli autori, Roberto Lorusso e Nello De Padova, ha visto la partecipazione di Vito Manzari Presidente del Consorzio Costellazione Apulia, nella veste di moderatore, e del Sindaco di Bari Michele Emiliano.

Michele Emiliano

Emiliano Manzari Lorusso

Nello De Padova

Roberto Lorusso

 

Visualizza il Video in cui Roberto Lorusso parla della Dinamica dei Sistemi, scienza utilizzata per la realizzazione della Mappa del BIL.

Leggi il Comunicato stampa.

Qui di seguito si riporta un estratto dell’intervento del Sindaco di Bari Michele Emiliano.

Michele Emiliano è stato autore, con Roberto Lorusso e Nello De Padova, del libro dal titolo “Per una città governabile. Bari: appunti di un metodo in Comune.” Sulla base di questo precedente lavoro sorge un interrogativo che giriamo al Sindaco: Perché non c’è in questo secondo libro?

Michele Emiliano: “Perché evidentemente c’era bisogno di liberarsi per un attimo, non per molto, ma per un attimo sì, della presenza di un soggetto che obbligava il pensiero a confrontarsi con troppa immediatezza con il problema della pratica. È noto che in un’azienda il nemico più pericoloso è l’ottimo, ed è chiaro che quando scrivi un libro devi essere estremista ed hai bisogno di ragionare anche in modo provocatorio. Una pratica simile, cioè il mettersi improvvisamente a ragionare per paradossi, può sicuramente essere pericolosa per un sindaco.

Per fare un esempio chiaro, e collegarmi alle azioni virtuose che vengono sottolineate nel libro, posso dire che se il sindaco rifiuta il bicchiere di plastica in un bar, perché non vuole produrre rifiuti e inquinamento, in quel momento, con quel gesto, ha sicuramente perso un voto. Ecco una buonissima ragione per tenerlo fuori da questo libro.

Quasi tutte le culture del mondo partono dall’assunto che si può utilizzare contro chi la produce, la forza negativa che ci viene rivolta contro. Secondo molte culture la debolezza, e quindi la scarsità, la difficoltà a produrre beni, servizi, potenza ed energia, è in realtà un elemento che fa parte di un equilibrio di vita che in qualche caso si è così rafforzato da divenire una necessità.

Allora, perché tener fuori un sindaco da un messaggio del genere? Per tutelarlo, io credo, e anche però per farglielo leggere. Perché questo libro è dedicato ai sindaci, ai cittadini, all’orientamento generale che chiede alle città di crescere quantitativamente, di crescere nel territorio impegnato dalle costruzioni, di crescere nel numero di posti di lavoro. Di crescere anche quando questa crescita può essere pericolosa per l’ambiente. C’è un verme dentro questo ragionamento, il verme della potenza presente nel cuore di chi governa, anche perché è il verme che c’è dentro tutti noi. Io mi ricordo che subito dopo la mia elezione per il semplice fatto di non aver alimentato questo sentimento di potenza che il successo elettorale aveva creato, ci fu lo sboom, perché siamo abituati alla tensione continua, all’adrenalina che è l’unico scopo delle serate oltre che della vita. Accumulare adrenalina nell’idea che la potenza sia un fine, senza sapere che la potenza si alimenta attraverso il denaro, quindi col PIL ma normalmente fa male alla salute. E questo non lo dice il Sindaco di Bari o dePILiamoci ma la letteratura mondiale. I testi di Shakespeare sono pieni di personaggi che alimentando il loro delirio di onnipotenza ottengono come risultato la morte o la galera o l’uccisione dei loro cari o la follia. Nell’ultimo secolo ho l’impressione che con la nuova società legata ai mezzi di comunicazione di massa, abbiamo dimenticato “I Sette Pilastri della Saggezza” e qui cito Thomas Edward Lawrence, meglio conosciuto come Lawrence d’Arabia, insomma abbiamo cancellato questi pilastri. Basta andare poco indietro nel tempo per ritrovare il latte venduto sfuso, così come il tonno, l’olio, il vino. O l’immondizia che veniva buttata, da tutti, direttamente in un unico saccone. Avevamo un sistema di riciclaggio integrale, c’era già un ciclo di riciclaggio dei rifiuti. Mentre adesso ci troviamo a doverli re-inventare o come sottolinea dePILiamoci a doverli recuperare.”…

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