2009 12 01 - BARI c/o Università di Bari - Corso di Educazione Ambientale

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Il 2 dicembre 2009, nell'ambito delle lezioni di Educazione Ambientale tenute dalla Professoressa Angela DANISI Nello De Padova ha presentato un interessante e provocatorio approfondimento sul tema della Decrescita.

Oltre un centinaio di studenti sono stati stimolati ad una riflessione sui loro comportamenti abituali, "colonizzati" dalla cultura dei consumi, attraverso alcuni esempi di testi, tratti da libri scolstici o da messaggi massmediali, presentati da De Padova, quali:

Dal libro per le vacanze di mia figlia (2° Elementare – Estate 2005):
Se la mamma da 1 € alla figlia per comprarsi la merenda che costa 70 centesimi, quanto riporterà la figlia alla mamma rientrando da scuola?

Dal servizio VIA LIBERA di Radio Rai (Dicembre 2007):
Per fortuna nessun incidente grave e nessun incolonnamento nell'esodo di natale.
In vista del prossimo esodo per il capodanno, e per scongiurare i disagi sofferti da molti automobilisti bloccati sulla Salerno-Reggio Calabria, raccomandiamo tutti gli automobilisti di tenere sempre il serbatoio ben pieno per poter scaldare più a lungo la vettura in caso di incolonnamento senza rischiare di rimanere senza carburante.

Dalla lettera della direttrice didattica di mia figlia al Sindaco del paese ( Primavera 2008):
 
Oggetto: Sicurezza stradale e presidio ingresso-uscita allievi:
Gentile Sig. Sindaco,
 
Visti gli ingorghi che giornalmente si formano all'orario di entrata e di uscita dinnanzi alla scuola da me diretta, La prego di provvedere a raddoppiare il numero di agenti di Polizia Municipale addetti alla vigilanza dalle ore 8 alle ore 8:30 e dalle ore 12 alle ore 12:30, declinando ogni responsabilità in caso di incidenti agli allievi ed ai relativi accompagnatori

Quindi dopo aver visto assieme LA STORIA DELLE COSE, Nello De Padova evolve il suo discorso attorno alla ipotesi, fatta da Serge Latouche, secondo cui occorre "decolonizzare il nostro immaginario", per consentire una evoluzione della cultura e della società occidentale che consenta di liberarsi dall'idea che la crescita economica sia comunque e sempre da perseguire.

Si procede quindi con la costatazione che da una situazione in cui (per dirla con Maurizio Pallante)  "possiamo scegliere di mangiare meno perchè siamo obesi" stiamo scivolando in una situazione in cui "dobbiamo mangiare meno perchè non abbiamo più cibo". In sostanza ci stiamo avviando lentamente comunque verso una decrescita, ineludibile vista la finitezza del pianeta e delle sue risorse (a meno di ridurre drasticamente il numero di abitanti del pianeta ovvero di negare ai 4/5 della popolazione mondiale il diritto a vivere così come vive il 20% della specie umana). Ma possiamo ancora scegliere se questa sarà infelice (perchè realizzata in un contesto culturale che crede fermamente nella crescita e quindi subisce la decrescita) ovvero se potrà essere felice perchè avremo cambiato il nostro paradigma culturale.

Dopo aver rapidamente spiegato i limiti di un modello culturale che per far aumentare a dismisura l'ECONOMIA MERCANTILE (brevemente sintetizzata nella crescita del PIL) ha scientemente sarcrificato ad essa l'ECONOMIA DELL'AUTOPRODUZIONE e soprattutto l'ECONOMIA DELLA RELAZIONE (anche detta del DONO), come sinteticamente espresso nel seguente schema



ci si sofferma a riflettere sulle prime tracce di cultura della decrescita che cominciano a fare capolino anche sui libri di testo per i più piccoli, come evidenziato dal seguente esempio:

Dal libro di 5° Elementare di mia figlia – Autunno 2008):

Se in una scuola ci sono 30 classi di 20 bambini ed i 3/5 di queste classi aderiscono alla campagna “andiamo a scuola a piedi” quanti bambini vanno e tornano a piedi dalla scuola ogni giorno?


Da qui la sollecitazione agli studenti, futuri insegnanti, educatori, formatori (ed in quanto prevalentemente donne ancor più impegnate come madri e future madri nel ruolo di educazione delle future generazioni) ad avere una visione sempre olistica sui propri comportamenti specie se coinvolgenti le future generazioni.

Con un'ultima suggestione, la prima -banale- da cui partire: nella benedizione del cibo con cui ancora molte famiglie cattoliche usano precedere ogni pasto vi è il rituale di chiedere al più piccolo dei partecipanti alla mensa di proclamare qualcosa di simile a "benedici signore il cibo che stiamo per prendere e fa che tutti possano averne altrettanto". Nulla di male vero? Beh, se è vero che dobbiamo decrescere "culturalmente" dovremmo cominciare a chiedere ai più piccoli della nostra comunità di recitare qualcosa di diverso del tipo "benedici signore il cibo che stiamo per prendere e fa che noi sappiamo rinunciare a ciò che è in eccesso".

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