2010 07 06 IFOA Apprendistato COOP Estense

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Il 6 Luglio 2010 Nello De Padova affronta il tema della Responsabilità Sociale con un gruppo di apprendisti di Coop Estense.

L'incontro si apre con una riflessione sul concetto di responsabiita' d'impresa evidenziando che in linea di principio ogni organizzazione definiti i propri valori assume dei comportamenti che, di norma, sono "socialmente responsabili" in relazione a tali valori e quindi agli interlocutori principali cui la stessa si rivolge.

 

In tale contesto si sviluppa l'analizi degli elementi ritenuti, dai partecipanti, distintivi di alcuini sistemi di vendita.

Qui i risultati di questo lavoro d'aula.

COOP

Discount

GDO “tradizionale”

Formazione

Centralita’ del socio

Centralita’ dell’uomo

Rapporto qualita’/prezzo

Sicurezza del prodotto

Sicurezza del lavoro

Solidarieta’

Guadagno

Bassi prezzi con adeguata qualita’

Guadagno

Promozione prodotti

Servizi accessori

Centralita’ del mktg




 














Si rileva
quindi che nulla di quanto sopra è “socialmente irresponsabile” e soddisfa dei requisiti espressi per lo meno dalle categorie prevalenti di clienti cui l'organizzazione si rivolge.

 

Da ciò si "deduce" che occorre verificare se il comportamento complessivo del soggetto economico è orientato al soddisfacimento di tutti i “portatori di interesse”: Clienti, Lavoratori, Enti di Governo, Cittadini /comunità, Fornitori, ecc..., arrivando a verificare che in più di un caso tali interessi possono essere contrastanti.

 

Dopo questo iniziale inquadramento ci si concentra sulla seguente domanda:

Quale è il fine dell’attività economica?

La risposta di getto di tutta l'aula e', come prevedibile: Produrre Utile, Crescere (fatturato/Patrimonio/Dipendenti/Strutture).

Ma dall'analisi dell'articolo 41 della Costituzione Italiana, che recita "L'iniziativa economica privata è libera.Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.", è possibile concludere che quelli che solitamente sono considerati i fini dell'agire economico in realta' dovrebbero al più essere mezzi per il raggiungimento del fine espresso dalla costituzione.

Di più: questa lettura della realta' porta a dire che "l'invenzione dell'RSI" altro non e' che il ricondurre l'azione imprenditoriale nell'alveo costituzionale, dal quale si e' allontanata allorquando la "fissazione per la crescita" ha preso il sopravvento.

 

In sintesi: La Responsabilità Sociale d’Impresa altro non è che il ricondurre l’attività economica ai suoi scopi costituzionali. L’utile e/o la crescita tornano ad essere mezzi e non fini dell’attività economica.

 

Dopo questa introduzione che ha ricondotto il discorso sui corretti binari dello sviluppo e del progresso dell'uomo e delle comunita' (termini che sono stati confrontati con quello di crescita economica) si procede ad analizzare alcuni esempi di comportamenti di impresa che possono avere ricadute “irresponsabili” nei confronti di alcuni portatori di interesse. E' il caso di alcuni voluminosi e complessi sistemi antitacccheggio che sprecano risorse, generano rifiuti e sacrificano posti di lavoro non dando neanche (considerando le esternalita') beneficio economico complessivo.

 

Si procede con la proiezione del video LA STORIA DELLE COSE (nella versione magistralmente doppiata da Amelia Fornarelli)

che consente la realizzazione di un primo dibattito cui segue quello sul famoso discorso di Bob Kennedy sul PIL.

 

Cio' consente di mettere in dubbio anche l'assunto secondo cui la crescita ed il profitto debbano essere MEZZI indiscutibilmente necessari alla realizzazioni del FINE (quello costituzionale) dell'impresa.

 

Altri esempi (quello de l'Allegro chirurgo e il ciclo della Redditivita', o del Consorzio Costellazione Apulia, piuttosto che quello del PEDIBUS) sono utili per dimostrare che una economia della Decrescita sia capace, più di quella della crescita, di generare benessere e sviluppo sociale nelle comunità che abbiano raggiunto un adeguato livello di benessere economico, come lo sono tutte quelle delle cosidette società occidentali.

L'incontro si conclude con la somministrazione del Questionario sul BIL, utile strumento di autovalutazione per le questioni discusse.

 


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