2011 02 06 Schegge di Futuro - Officine Ufo - Casamassima

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Nell'ambito dell'iniziativa Schegge di Futuro, nata da alcuni cittadini di Casamassima (BA) tesa a  sviluppare interesse nei, e dibattito con i, loro concittadini su temi di vasto impatto ma troppo spesso gestiti con logiche di breve periodo e corto respiro, Nello De Padova, facilita una riflessione sul tema dei rifiuti.

L'incontro non è particolarmente partecipato, oltre ad una mezza dozzina di organizzatori sono presenti solo 3 o 4 cittadini, interessati più che altro agli esiti di una gara in corso per la raccolta dei rifiuti che a trattare in modo ampio il tema.

E proprio per questo Nello De Padova ne approfitta per "sbarellare" i presenti e sollecitare una riflessione su come sia necessario guardare molto in la' (nel tempo e nello spazio) prima di pensare a cosa fare QUI ed ORA.

L'incontro si apre con una riflessione sul concetto di rifiuto e, dopo aver visto e commentato il video LA STORIA DELLE COSE, prosegue con un approfondimento su gli atteggiamenti corretti volti alla riduzione della produzione dei rifiuti.

E già subito si registra una frote reazione di dissenso di un partecipante che sostiene che la produzione dei rifiuti è necessaria per l'occupazione in quanto lui per primo lavora in una azienda che produce imballi (in vetro e quindi da lui considerati "buoni" poichè anche se abbandonati nell'ambiente tornano ad esserne parte "naturale") .
Alcuni sorrisini ironici degli altri presenti denotano la difficoltà di tutti a vedere la questione in modo sistemico.
Da un lato il primo partecipante si preoccupa, giustamente, della necessità di sostenere economicamente se e la propria famiglia, dall'altro gli altri non pongono neppure per un attimo attenzione al fatto che fin quando quel lavoratore non avrà altra soluzione non potrà che perorare la prosecuzione della produzione di rifiuti.
Non c'è tempo per provocare ad esempio chiedendo chi dei presenti sia disposto a rinunciare ad esempio al 10% del proprio lavoro (e del proprio reddito) in modo da consentirgli di lavorare al loro posto (in un modello molto semplificato sarebbe sufficiente che 9 persone rinunciassero al 10% del loro lavoro e del loro reddito perchè quel lavoratore lavori al 90% e percepisca il 90% di un reddito "a tempo pieno"), altri "sbarellamenti" attendono i partecipanti.


Ed infatti viene proposto loro di scegliere, fra le buone pratiche per la riduzione dei rifiuti
, quella che secondo loro non è praticabile, e quindi di provare a trovare comunque una strada per facilitarne l'applicazione.

Interessanti e talvolta divertenti i risultati dei lavori individuali, che dimostrano come quasi sempre, l'inapplicabilità presunta deriva da luoghi comuni, preconcetti, presupposti non verificati e come comunque spesso, anche in presenza di tali ipotesi di inapplicabilità, vi siano soluzioni che rendono praticabili tali pratiche (eventualmente modificate).

Lo "sbarellamento" raggiunge il suo apice quando ai presenti viene chiesto di lavorare ora in gruppo (purtroppo solo uno dato l'esiguo numero di presenti) per provare ad immaginare cosa potrebbero fare, nel loro piccolo, mettendosi assieme, per estendere l'applicabilità della buona prassi da un contesto individuale ad uno collettivo. Unica condizione: trovare idee che siano attuabili senza altre risorse oltre quelle da loro stessi possedute.
La buona prassi scelta è quella più gettonata nelle fasi precedenti (Autoproduzione) e l'idea è quella di un Orto Comune.

Solo a questo punto si può cominciare a riflettere sul contributo da chiedere a qualcun altro, solo ora si può condividere cosa eventualmente prevedere nel bando per la raccolta dei rifiuti che sia coerente con una scelta condivisa dalla cittadinanza.

Ed ecco quindi che si realizza l'ultima fase dell'incontro, in cui il gruppo prova ad immaginare come istituzioni, imprese, gruppi organizzati o singoli cittadini possono supportare la loro idea.

Il tempo a disposizione è finito. La sperimentazione pure.
Chi, tra i lettori, ha esperienza di Agenda21 avrà riconosciuto l'intero percorso che la metodologia ideata e promossa dall'UE prevede per innescare cambiamenti di lunga durata. Solo che normalmente questi processi durano, quando vogliono essere efficaci, almeno 12-18 mesi, mentre questo "gioco" è durato un paio d'ore.

Una sorta di prova generale, di cui Schegge di Futuro potrà fare, se ritiene, tesoro per cambiare la propria città e, soprattutto, la propria comunità.



Come di consueto, è disponibile il materiale didattico
utilizzato durantre l'incontro.

Informazioni aggiuntive