2011 09 19 Sustenibily Day Bosch - Bari

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Nello De Padova partecipa al Sustenibility Day organizzato da Bosch e che ha avuto luogo nello stabilimento di Bari della multinazionale

Ecco la trascrizione del suo contributo al dibattito finale

Gentili signori, innanzitutto mi scuso se svolgero' il mio intervento in italiano, ma purtroppo pur riuscendo a comprenderlo facilmente ho grande difficolta' ad esprimermi in inglese.

 

Mi scuso inoltre per non aver potuto seguire che poche relazioni stamane ma essendo impegnato su altri fronti (sto' organizzando la partecipazione dei miei concittadini alla 50' marcia Perugia - Assisi per la la Pace) non ho potuto essere con voi per l'intera giornata.

 

Ringrazio poi per lo spazio "fuori programma" che mi viene concesso per presentare il Centro di Esperienza in Edicazione Ambientale dell'Universita' di Bari, che -sotto la direzione del Prof. Angelo Tursi (i cui saluti colgo l'occasione per porgervi)- riunisce alcune decine (ma il numero e' in costante aumento) di docenti ed esperti dei più diversi rami delle scienze -nel gruppo sono presenti discipline tecnologiche, naturalistiche, umanistiche, mediche, economiche, giuridiche, sociali ed altre ancora), con l'obiettivo di approcciare in modo sistemico al tema della sostenibilita'.

 

Il centro, che fa parte della rete INFEA regionale, collabora con ARPA Puglia, ed ha rapporti con numerose organizzazioni (profit e non profit) del territorio e si propone come interlocutore stabile di raccordo sui temi in questione fra il mondo accademico e professionale e i soggetti preposti alla divulgazione, diffusione e sviluppo di una coscienza ambientale sostenibile: educatori, insegnanti, consulenti ambientali, mobility manager, ed in genere tutte le figure che (in posizioni chiave di organizzazioni pubbliche e private) con le loro decisioni ed il proprio agire influiscono sulla sostenibilita' sociale, ambientale ed economica del funzionamento della nostra societa'.

 

In questo senso voglio qui sviluppare delle riflessioni su quanto ascoltato rispetto alle pregevoli esperienze di aziende sicuramente eccellenti in un panorama italiano purtroppo ancora poco attento al tema della sostenibilita' (spesso intesa più come una opportunita' di marketing se non addirittura subita come un costo) con alcune ipotesi di lavoro che potranno sembrare delle utopistiche provocazioni, ma che sono certo troveranno interesse in quanti -e sono sicuro essere la totalita' dei presenti- sono seriamente convinti che la via della sostenibilita' sia l'unica che puo' garantire un futuro degno di questo nome ai nostri figli e soprattutto ai nostri nipoti.

 

Come dicevo quelle segienti sono domande che mi pongo rispetto a casi di eccellenza, rispetto ai quali non mi attendo delle risposte e ove vi fossero non mi meraviglierei che fossero negative. E' sufficiente che queste domande siano considerate "accoglibili".

 

Veniamo quindi ai casi.

 

IKEA: ha fortemente affrontato il tema della riduxione della produzione di rifiuti ottimizzando la loro differenziabilita' (specie nei punti ristoro dei suoi centri commerciali e negli imballi) e riducendo la quantita' di materie prime impiegate (e quindi contenute nel prodotto finito), ma mi chiedo: IKEA sta' pensando a chiudere il cerchio accettando la restituzione dei propri prodotti quando questi dovessero essere considerati destinati allo smaltimento dai suoi clienti (come peraltro mi risulta gia' faccia per i cataloghi di cui chiede la restituzione in occasione dell'uscita dei nuovi)?

 

FIAT: abbiamo ascoltato con interesse l'idea dell'eco-drive con cui, grazie all'utilizzo integrato di tecnologie informatiche e telematiche e' possibile migliorare le condizioni di guida aiutando i clienti ad usare più efficientemente l'auto. Ma mi chiedo: i progettisti FIAT sono stati esortati a trovare soluzioni utili ad adottare questa idea anche sul parco circolante o per godere di questi benefici e' necessario comprare un'auto nuova? I concessionari sono pieni di auto usate che potrebbero meglio tornare in circolazione se potessero essere equipaggiate con ritrovati di questo genere.

 

MINERVA: ci ha fatto comprendere come l'eccellenza sia un risultato che si persegue nel tempo e lacorando con costanza, esponendo tutta una serie di soluzioni e scelte tecnologiche di assoluta validita'; ma, considerato che un recente studio inglese ha rilevato come un lavoratore su 5 in quella nazione sia a PART TIME e come la meta' di questi lo sia per scelta, evidenziando che la produttivita' di questi ultimi e' superiore a quella dei lavoratori a tempo pieno (a sua volta superiore di quella dei lavoratori PT involontari), mi chiedo: MINERVA nei suoi piani per l'eccellenza ha tenuto in considerazione le esigenze del suo personale, anche considerando che (in linea di principio) 5 lavoratori passando dal tempo pieno ad un contratto part time all'80 per cento, creano un nuovo posto di lavoro a tempo pieno (e quindi danno una concreta mano alla risuzione della disoccupazione)?

 

Prima di concludere voglio fare ancora qualche altro esempio di come il pensiero sistemico deve aiutarci a cambiare il modo di vedere le cose rivolgendo alcune domande (sempre domande che non vogliono risposta ma che mi piace pensare siano considerate "ammissibili") a tutti noi:

- Il relatore IKEA ha aperto il suo intervento dicendo di aver saputo di dover sostituire il collega che avrebbe dovuto prendere parte all'incontro solo 24 ore fa, e scusandosi per aver avuto poco tempo per prepararsi. Quanti dei presenti hanno considerato che oggi e' lunedì e che quindi quel tempo (domenicale) e' stato presumibilmente sottratto a figli, parenti ed amici o anche semplicemente all'ozio contemplativo (non quello dello zapping televisivo ma quello di una passeggiata in riva al mare)?

 

- il gustosissimo buffet che Bosch ci ha offerto comprendeva, tra l'altro, orecchiette al pomodoro e insalata di salmone. Quanti hanno scelto l'uno o l'altro anche tenendo conto di quanta CO2 ha comportato il trasporto del salmone dai paesi scandinavi (ammesso che i pomodori e la farina per le orecchiette fossero prodotti pugliesi?!?)?

 

- infine, considerando che la gran parte dei presenti opera nel settore auto: vi risulta che qualche azienda di questo settore abbia mai riflettuto o addirittura abbia fatto delle ricerche sulle conseguenze sociali delle innovazioni introdotte? Cioe' che si sia ad esempio chiesta quanto ha contribuito la introduzione "di serie" del climatizzatore (e soprattutto l'eliminazione del "deflettore" che rendeva più che vivibile l'abitacolo della vecchia 500 in qualsiasi condizione atmosferica) nelle auto alla massiccia e spesso insensata (oltre che dannosa per l'ambiente e la salute) diffusione dei condizionatori d'aria nelle abitazioni e non solo?

 

Spero di non avervi annoiato, vi invito a visitare il nostro sito www.ceeauniba.it e spero si possa reincontrarsi presto in occasioni analoghe a questa, per la cui organizzazione ringrazio Bosch.

 

Grazie a tutti per l'attenzione e soprattutto grazie all'ing Intini per aver efficacemente tradotto a voi in inglese il mio intervento.


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