2011 10 02 Convegno CSVE - Catania

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Volontariato: da atto di generosità a lavoro sottopagato

Nello De Padova partecipa, in video collegamento da Dobbiaco (dove stà partecipando alla 22° edizione dei COLLOQUI DI DOBBIACO), al 3° Convegno interprovinciale organizzato dal Centro Servizi per il Volontariato Etneo di Catania con un contributo al dibattito in corso sull'evoluzione del concetto di volontariato che negli ultimi decenni è stato sempre più assimilato a quello di servizio sostitutivo (a basso costo) di altrettanti servizi in precedenza garantiti al cittadino dalla Pubblica Amministrazione.

Sin dal 2001, è possibile reperire notizie come quella sull'Intesa raggiunta a Palermo il 1° aprile (e non era uno scherzo) in cui ci si rallegrava perchè fossero stati "assunti i volontari" del 118
Per fortuna a questo ossimoro il 5 luglio 2005 rispondava un esperto sul settimanale VITA, titolando "volontari assunti? Non si può fare".

Fino a situazioni ben più strutturate in cui per definizione il volontariato è attività retribuita: RIPARTE IL SERVIZIO CIVILE AD ISCHIA E PROCIDA - 12 gennaio 2006 in cui si legge".......I volontari del progetto "Rinascimento" saranno impegnati in attività turistiche e culturali; quelli di "Gioventù Europea" in attività di educazione informatica e di promozione di opportunità per i giovani; nell'assistenza ai disabili ed agli anziani quelli di "Madre di Dio Incoronata" ......."

Fino a quando si parificano del tutto i volontari a dei precari (da stabilizzare), come avviene a Bari il 21 febbraio 2008 ancora una volta per il personale del 118

Il processo di formalizzazione dell'attività volontaria come attività lavorativa si fortifica dal 12 luglio 2010, da quando cioè è formalizzata la norma che prevede a livello ministeriale uno specifico Contratto di Assicurazione per i "volontari assunti in servizio".

In tempi di crescita e di occupazione piena questa confusione potrebbe essere tollerata anzi addirittura supportata poichè sicuramente l'attività di volontariato è utile "gavetta" per studenti e giovani in genere, come viatico che avvicina al mondo del lavoro. Una sorta di "apprendistato". Ma quando il lavoro manca il rischio è quello di trasformare i volontari in lavoratori sottopagati "perchè volontari che fanno quel che fanno per passione e senso civico", come avviene oramai da anni quando l'attività di "volontario retribuito" è unica fonte di reddito per persone ben al di là dell'età scolastica.

Ed allora la proposta è quella di pensare ad una normativa generale sulla retribuzione del volontariato: una legge con un solo articolo che reciti "la retribuzione percepita a qualsiasi titolo da un volontario per lo svolgimento delle attività volontaristiche in qualsiasi ambito non può superare il 10% dell'intero reddito". A tutela da un lato del vero senso di servizio dell'attività di volontariato e dell'altro della dignità del lavoro di ciascun cittadino.

In questo senso l'intervento si chiude ricordando che questo e simili temi saranno discussi a Venezia nel Settembre 2012 in occasione della 3° Conferenza Internazionale per la Decrescita.


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