20120510 Manfredonia - Palazzo Orsini - LearningCoffee2012

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Primo evento del ciclo organizzato dalla Rete delle comunità che Apprendono, in preparazione della 3° Conferenza internazionale sulla decrescita, dal provocatorio, ma tremendamente attuale, titolo:
 
Staremo meglio quando staremo peggio? Il benessere senza risorse economiche.
Il tema di questo incontro è: UNA CITTA' CHE NON HA BISOGNO DI LEZIONI PRIVATE
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Numerosi i partecipanti e molto motivati al primo dei 10 incontri realizzati dall'associazione Learning Cities in preparazione della III° Conferenza Internazionale sulla Decrescita, ed in particolare del Workshop dal titolo Lavorare Meno, Guadagnare Meno, Essere più Ricchi, promosso per il 21 Settembre 2012 da Nello De Padova.

A Manfredonia si discute di come migliorare il livello di apprendimento e l'interesse per la conoscenza delle giovani generazioni attivando iniziative non collegate al sistema mercantile (lezioni private, corsi di recupero, ecc...) ma basate sulla gratuita e sulla forza della coesione delle comunità.  L'incontro è curato dall'Amministrazione Comunale ed in particolare dall'assessore alla cultura
Paolo CASCAVILLA che coinvolge molte associazioni e cittadini attivi, interessati a condividere una possibile nuova forma di collaborazione basata su un ripensamento complessivo dei ruoli dei diversi soggetti (scuola, famiglia, comunità), al fine di verificare se è possibile attivare processi di apprendimento capaci di suscitare l'interesse delle giovani generazioni.
All'incontro partecipano anche due esperti cui si è rivolta l'associazione Learning Cities per garantire l'adeguato livello scientifico dello stesso: il Prof. Tommaso Montefusco, preside dei Licei Cartesio di Triggiano ed il Dott. Ascanio Spagnoletti già Dirigente Ufficio Scolastico Regionale della Puglia.

Il tema è affrontato e subito centrato nella sua essenza: solo attraverso un ripensamento complessivo dei ruoli dei diversi soggetti (scuola, famiglia, comunità) è possibile attivare processi di apprendimento capaci di suscitare l'interesse delle giovani generazioni. Ma questo significa avere tempo per farlo, avere un legame fra i vari attori ed un coinvolgimento che l'attuale sistema socio-economico tende a sfaldare.
Il compito di inquadrare il dibattito è affidato ad un video: Cambiare i paradigmi dell'educazione in cui vengono analizzate le basi dell'attuale modello di insegnamento praticato da tutte le istituzioni formative, mettendo in evidenza i limiti di un approccio orientato a fare degli allievi dei futuri lavoratori più che dei futuri cittadini.

Ai presenti viene immediatamente posta una domanda: "A tuo avviso in che percentuale incide l'insegnamento scolastico sulla formazione complessiva di una persona nelle varie fasce (scuola elementare, scuola media, scuola superiore, università, formazione professionale) rispetto ad altre agenzie educative (lettura, internet, TV, incontri e dibattiti, vita sociale, comportamento dei genitori, ecc...)? Come è cambiata negli anni questa percentuale? E perchè?", e viene proposto un questionario sui motivi per cui le giovani generazioni hanno bisogno di supporto extrascolastico per dare risultati soddisfacenti nello studio.


Ecco i risultati del sondaggio:

  • (15) poca motivazione/professionalità dei docenti delle scuole di vario livello

  • (16) mancanza di tempo da parte di genitori, parenti, conoscenti

  • (1) non disponibilità di amici e parenti con le necessarie conoscenze / competenze

  • (17) Metodi di studio e organizzazione della vita familiare che impedisce ai ragazzi di studiare assieme


Formati quindi 3 gruppi a ciascuno viene affidato il compito di fare considerazioni, individuare idee sviluppare proposte su altrettanti temi:


 


Cosa possono fare i cittadini (anche non necessariamente genitori) per supportare gli insegnanti a meglio svolgere il proprio ruolo?


La risposta unanime è che i cittadini (ed i genitori in particolare) dovrebbero trovare il modo di stabilire un dialogo costruttivo con il corpo docente e la scuola in generale, partecipando, richiedendo se non addirittura promuovendo ed organizzando momenti di confronto e dibattito circa le reali esigenze dei giovani al fine di individuare percorsi e metodologie comuni per aumentarne il grado di motivazione.













Come potrebbero organizzarsi i genitori per consentire a quanti possono aiutare i ragazzi (specie per la scuola primaria e secondaria) di avere il tempo a disposizione per farlo?

Il gruppo concorda nell'idea che è necessario individuare luoghi fisici (non necessariamente messi a disposizione dalle istituzioni pubbliche, ma anche spazi privati di caratteristiche adeguate, fruibili gratuitamente) in cui gli adulti (meglio se di più generazioni), turnando, possano stabilire relazioni di interscambio generazionale, confrontandosi con i giovani e svolgendo per loro il ruolo di educatori/esempio a tutto campo che nelle comunità contandine (ed ancora oggi nei piccoli borghi) garantivano una formazione adeguata a complemento di quella scolastica. La risorsa che in questo senso si ritiene più importante (e la più scarsa) è il tempo procapite da destinare a questa attività.

 









E' utile che le famiglie si mettano a disposizione della scuola (specie primaria e secondaria) per migliorare l'offerta formativa e/o le metodologie e le opportunità di apprendimento? Cosa saresti disponibile a fare tu in tal senso?

 

 Il gruppo ritiene che la disponibilità di tempo da parte dei genitori non sia in questo caso il principale ostacolo alla collaborazione. Le difficoltà nascono dalla mancanza di una relazione stabile e costruttiva con la scuola ed i suoi attori, poichè il rapporto fra mondo scolastico e famiglie è sempre più spersonalizzato e burocratizzato. Ciò presumibilmente per l'essersi sempre più snaturato il senso di missione sociale dell'attività della scuola a vantaggio di una cultura che vede tutto come un rapporto di scambio di "prodotti" forniti dalla scuola analogo a qualsiasi altro rapporto meramente mercantile.

 





L'incontro si conclude con la condivisa constatazione che, oltre alle necessarie risorse economiche e soprattutto per la carenza -che tende ad essere strutturale- di queste, l'unica soluzione praticabile è quella di rinsaldare i legami fra i vari soggetti, da quelli istituzionali ai privati cittadini, in un nuovo "patto di comunità" che trovi in altre altre risorse (umane, relazionali, ecc...) la forza per portare a compimento l'importante ruolo sociale di fare dei giovani i cittadini del futuro.

 

 

 

 

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I Learning Coffee sono incontri-dibattito “interattivi”, nei quali i partecipanti non sono solo spettatori di esperienze raccontate da esperti, con i quali si interagisce, ma diventano attori di un'esperienza “emotiva” collettiva capace di insinuare un dubbio che porterà la persona ad apprendere, condividere e crescere.

All’inizio dell’incontro il partecipante, accolto da un welcome coffee, riceve un modulo individuale nel quali gli vengono proposte delle tematiche o delle domande che li devono "mettere in crisi" circa il proprio ruolo e le proprie responsabilità sul tema proposto. Dopo questa fase di riflessione individuale, c'è un breve momento di condivisione e convergenza sulle problematiche che verranno affrontate e il saluto istituzionale dell’ente ospitante.

Un video tratto da servizi giornalistici, un filmato di Youtube messo in rete da associazioni vicine alle ideologie di Learning Cities, o un gioco di gruppo vengono utilizzati per aprire la mente, guardare le cose con un’ottica diversa, imparare, riflettere, farsi una propria opinione e avere voglia di condividerla. Tanto che dopo questa esperienza vengono poste delle domande alle quali i partecipanti rispondono apertamente, cercando di capire come l’esperienza “emotiva” vissuta poco prima (con il video o con il gioco) può aver inciso sulle loro persone e sulle loro opinioni. Poi è il turno della testimonianza dell'esperto (presente o in collegamento audio/video) e dei lavori di gruppo, nei quali mettersi ancora una volta in gioco.

La giornata si chiude con un confronto in seduta plenaria tra i gruppi di lavoro e gli esperti, per condividere dubbi, problemi, idee e soluzioni, così da lasciarsi il più possibile propositivi e positivi circa la tematica affrontata e il modo di viverla a partire da quella sera stessa.

 

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