20120531 Maglie - Complesso Museale Alca - LearningCoffee2012

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Quarto evento del ciclo organizzato dalla Rete delle comunità che Apprendono, in preparazione della 3° Conferenza internazionale sulla decrescita, dal provocatorio, ma tremendamente attuale, titolo:
 
Staremo meglio quando staremo peggio? Il benessere senza risorse economiche.
Il tema di questo incontro è: UNA CITTA' CHE RIFIUTA I RIFIUTI
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La sede dell'incontro è gremita di persone, oltre 40 cittadini di tutte le età che dimostrano un interesse per un evento culturale che possa aiutarli a comprendere fenomeni che riguardano la propria vita ed il futuro dei propri figli.
Per rispondere al meglio a questa esigenza l'Associazione Learning Cities ha ottenuto la collaborazione di Lella MICCOLIS esperta di consumo consapevole ed amministratrice di uno stabilimento di compostaggio di rifiuti umidi urbani ed agro-industriali.

L'incontro, voluto fortemente dall'amministrazione comunale, si avvia sottoponendo un quesito a tutti i presenti: "Quanto incidono a tuo avviso i comportamenti dei cittadini sulla corretta gestione dei rifiuti urbani? Cosa pensi che possano / debbano fare i singoli per contrastare i problemi che i rifiuti pongono nei nostri territori e far si che anche la tua città diventi VIRTUOSA da questo punto di vista?".

Le risposte sono piuttosto critiche verso l'Amministrazione e la politica in generale:

  • I comportamenti dei cittadini incidono realmente se ai vertici non ci sono le direttive giuste per far diventare la citta virtuosa. È anche vero che ancora oggi c'è confusione sulla corretta informazione della gestione rifiuti. La compostiera è sconosciuta ai più seppur usata normalmente senza consapevolezza
  • Credo che i comportamenti dei cittadini incidano tanto quanto le politiche attuate dagli enti pubblici. La seconda domanda mi sembra alquanto difficile.
  • Molto. Adottare nuovi comportamenti che portino ad un vero cambiamento culturale.
  • 1) Molto. 2) Cambiare gli amministratori! Nella mia città non si fa: educazione ambientale sui rifiuti; raccolta separata della frazione organica; non si controlla la qualità della raccolta differenziata; non si reprimono i comportamenti scorretti (ad es. alcuni conferiscono l'indifferenziato nelle buste e non nei cestini, le nostre strade di campagna sono piene di rifiuti); non si comunicano i risultati della raccolta differenziata; non si spostano le macchine parcheggiate per pulire le strade.
  • la politica dei cittadini riguardo ai rifiuti è fondamentale. Oltre alla raccoltadifferenziata i cittadini devono contribuire a suggerire modalità differenti. Gli enti devono contribuire alternativamente alla raccolta differenziata allestire centri di raccolta di rifiuti ingombranti
  • I comportamenti individuali certamente incidono molto quando possono accordarsi con attività virtuose della P.A., quando esistono. I singoli per contrastare il problema dei rifiuti ed aspirare ad avere una città virtuosa dovrebbero eleggere i propri amministratori scegliendoli fra coloro che hanno le idee chiare e non sono compromessi con i potentati economici che hanno interessi sul campo.


Rotto in ghiaccio con il primo giro di interventi, l'incontro prosegue proponendo ai presenti di scegliere, fra quelli proposti, quale sia il comportamento ritenuto meno gravoso e/o più utile migliorare la gestione dei rifiuti:

Separare la frazione umida e gestire una compostiera domestica / condominiale, ottiene 13 consensi, Comprare prodotti sfusi (frutta, legumi, latte, detersivi, spezie, chiodi, batterie, ecc...) ne incassa 8, Restituire ai venditori un qualsiasi prodotto e/o i suoi imballi quando non mi servono più (televisori, mobili, barattoli, bottiglie, fuscelli per la ricotta, ecc...) è scelta da 4 partecipanti, ed infine Produrre in casa conserve, biscotti, tortine e merende, minestrone, panzerottini ed altri impanati, ecc... per evitare di comprare (con essi) i relativi rifiuti (barattoli e bottiglie, bustine e vassoi, ecc... è il comportamento virtuoso scelto da 3 dei presenti.
Quindi si procede con i lavori di gruppo. I presenti vengono divisi in 2 gruppi cui viene proposto di analizzare un "fatto problematico" e proporre soluzioni ad esso.

Quello che segue è il resoconto di questo lavoro:
Quali sono le resistenze principali alla gestione domestica dell'Umido? Quali iniziative i cittadini potrebbero intraprendere in autonomia per superarle?

La sintesi del lavoro di gruppo porta alla constatazione che la principale resistenza nel corretto trattamento dell'umido è la comodità offerta dall'attuale modello che prevede di non curarsi di cosa accade ai rifiuti (ed all'ambiente) quando questi escono da casa nostra. Inoltre l'umido è la parte più "sporca" dei rifiuti, maneggiare bucce e scarti di cucina, specie d'estate quando il processo di deterioramento si avvia molto rapidamente attirando insetti di ogni genere, non è "bello". Infine c'è il problema del come sono fatte le città e le abitazioni che non favoriscono l'adozione delle compostiere e, paradossalmente, non possono trarre vantaggio dal risultato del compostaggio domestico: "il compost non ha valore se non hai un orto in cui usarlo come concime!".






Sin dagli anni '80 la consuetudine di produrre in casa le conserve (così come quella di riparare invece che buttare) è stata associata a ristrettezze economiche che impedivano di COMPRARE. Oggi questo modo di pensare comincia ad essere superato. Cosa si può fare per accelerare questo cambiamento e recuperare quanto di buono c'era in alcune sane abitudini del recente passato?

Il gruppo è convinto che la strategia da adottare per recuperare alcune "sane abitudini" sia quella di sensibilizzare i futuri cittadini (cioè i bambini fin dalla prima infanzia) in modo che sin da quando comincieranno ad operare come "consumatori" sapranno chiedere al mercato di cambiare il loro modo di comportarsi. La logica insomma di "votare con il portafoglio" cui il sistema produttivo (dal commerciante al dettaglio fino al produttore di materie prime) è particolarmente sensibile. Ma questo processo educativo non può essere lasciato solo alla scuola (che peraltro recentemente opera sempre più positivamente in questa direzione) ma anche alle famiglie che, spesso, sono quelle che -proprio nei riguardi degli acquisti dedicati ai piccoli- sono meno attente a questo tipo di discorso. In questo senso sembra utile usare un solo fondamentale argomento: "occorre sensibilizzare e diffondere una idea alternativa del mercato meno consumistico perchè ce lo chiederà il pianeta" e quindi per il bene delle future generazioni questo è il comportamento virtuoso da attuare.

La chiusura dell'incontro è gestita "a quattro mani" da Nello De Padova e Lella Miccolis che provocatoriamente fanno notare come i risultati dei lavori di gruppo sembrano quelli di persone che vivono in una grande metropoli (eppure grandi metropoli come San Francisco hanno dimostrato come sia attuabile la strategia dei Rifiuti Zero anche in condizioni assai diverse dall'ambiente rurale), mentre l'incontro avviene in una cittadina che ha da sempre un rapporto molto sinergico con il territorio agricolo che la circonda. Insomma a Maglie si potrebbe fare di più e forse è invece la voglia di "assomigliare ad una città" che muove i suoi abitanti verso comportamenti poco sostenibili e virtuosi. In sostanza, pur non volendo entrare nel merito circa le critiche mosse in apertura a "chi ci governa" sicuramente si denota una non particolare propensione dei presenti a "mettersi in gioco". Quella propensione che in altri territori è stata invece la chiave di un cambiamento che oggi rende la vita delle relative comunità più "degna di essere vissuta".


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I Learning Coffee sono incontri-dibattito “interattivi”, nei quali i partecipanti non sono solo spettatori di esperienze raccontate da esperti, con i quali si interagisce, ma diventano attori di un'esperienza “emotiva” collettiva capace di insinuare un dubbio che porterà la persona ad apprendere, condividere e crescere.

All’inizio dell’incontro il partecipante, accolto da un welcome coffee, riceve un modulo individuale nel quali gli vengono proposte delle tematiche o delle domande che li devono "mettere in crisi" circa il proprio ruolo e le proprie responsabilità sul tema proposto. Dopo questa fase di riflessione individuale, c'è un breve momento di condivisione e convergenza sulle problematiche che verranno affrontate e il saluto istituzionale dell’ente ospitante.

Un video tratto da servizi giornalistici, un filmato di Youtube messo in rete da associazioni vicine alle ideologie di Learning Cities, o un gioco di gruppo vengono utilizzati per aprire la mente, guardare le cose con un’ottica diversa, imparare, riflettere, farsi una propria opinione e avere voglia di condividerla. Tanto che dopo questa esperienza vengono poste delle domande alle quali i partecipanti rispondono apertamente, cercando di capire come l’esperienza “emotiva” vissuta poco prima (con il video o con il gioco) può aver inciso sulle loro persone e sulle loro opinioni. Poi è il turno della testimonianza dell'esperto (presente o in collegamento audio/video) e dei lavori di gruppo, nei quali mettersi ancora una volta in gioco.

La giornata si chiude con un confronto in seduta plenaria tra i gruppi di lavoro e gli esperti, per condividere dubbi, problemi, idee e soluzioni, così da lasciarsi il più possibile propositivi e positivi circa la tematica affrontata e il modo di viverla a partire da quella sera stessa.

 

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