20120615 Laterza - Auditorium Ex Purgatorio - LearningCoffee2012

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Sesto evento del ciclo organizzato dalla Rete delle comunità che Apprendono, in preparazione della 3° Conferenza internazionale sulla decrescita, dal provocatorio, ma tremendamente attuale, titolo:
 
Staremo meglio quando staremo peggio? Il benessere senza risorse economiche.
Il tema di questo incontro è: UNA CITTA' CHE MANGIA PRODOTTI LOCALI PER COMPRARE MENO MEDICINE
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L'evento è realizzato in collaborazione con la CIA ed in questa occasione il coffee break è sostituito da un ricco banchetto di frutta e prodotti dei consorziati, il cui profumo si spande per tutta la serata nella chiesa del Purgatorio (oggi Auditorium) allettando i partecipanti a cui, per avviare la riflessione viene posta la seguente domanda "Perchè i cittadini acquistano frutta e verdura non prodotta localmente?".
Ecco le risposte:
  • Nei supermercati non si trovano i prodotti locali e per pigrizia si fa la spesa tutta in un posto (7)
  • Non sono in grado di distinguere quelli prodotti localmente da quelli provenienti da altri territori (8)
  • Costano di meno e sono disponibili tutto l'anno (7)
  • Non si fidano degli ambulanti e di chi pratica la vendita diretta (0)

Le risposte dimostrano subito che il problema principale è quello della mancanza di comunicazione ed informazione. Motivo per cui particolarmente centrata sembra essere la scelta dell'associazione Learning Cities di aver chiesto la partecipazione come esperti di Pino AFRICANO, autore tra l'altro del pregevole "APRITE LE ORECCHIETE: non dico di prendervi la laurea ma almeno la licenza alimentare" ed il prof. Pietro PERRINO (già direttore dell'Istituto del Germoplasma), oltre che del direttore della CIA Puglia, Dott.Franco CATAPANO.

Segue la proiezione di un breve filmato estratto dal film LA CRISI che fornisce un chiaro quadro di quelli che sono i deleteri risultati degli interessi economici che ruotano attorno alle nostre scelte ed abitudini alimentari.

L'atmosfera si scalda subito e per questo si decide di procedere rapidamente con la suddivisione dei presenti in 4 gruppi di lavoro.

Al primo gruppo viene chiesto di affrontare il tema della tutela delle produzioni locali attraverso la GDO. Il quesito è il seguente: "Negli ultimi anni la Regione Puglia ha adottato misure per la commercializzazione nella GDO di prodotti agricoli locali fissando tariffe calmierate sufficientemente remunerative per i produttori. C'è chi sostiene che in questo modo si siano penalizzati i piccoli commercianti di prossimità che, proprio grazie alla vendita di prodotti locali senza la mediazione dei grossi intermediari, riescono a garantire prodotti di qualità a prezzi accessibili. Cosa ne pensate? Come sarebbe meglio agire?"

Il gruppo ritiene che i vantaggi derivanti al sistema produttivo da queste politiche regionali siano superiori agli svantaggi derivanti al sistema di commercializzazione di prossimità, purchè le iniziative siano accompagnate da apposite azioni di comunicazione che facciano comprendere ai frequentatori (sempre distratti) della GDO il valore (non solo economico) degli acquisti di prodotti locali. Con questa strategia è facile immaginare che, col tempo, i consumatori tornino anche a rifornirsi nei punti vendita di prossimità. In assenza di opportuna comunicazione infatti il consumatore continuerà a far riferimento all'unico parametro che percepisce: il prezzo (che nulla ovviamente ha a che fare col il valore) dei prodotti alimentari.

Al secondo gruppo il compito di rispondere ad una domanda più legata all'informazione ed alla conoscenza dei cicli stagionali delle produzioni agricole. La domanda è: "Quanti di voi saprebbero dire quale è il periodo di maturazione naturale di prodotti ortofrutticoli quali: Pomodori, Bietole, Carciofi, Limoni?
Come si potrebbe fare per aumentare la consapevolezza dei cittadini sui cicli di produzione naturale? Ciò farebbe bene all'economia locale?
"

I partecipanti a questo gruppo di lavoro sono preparati! L'età media non bassissima unita al fatto di vivere in un paese a vocazione agricola consente loro di rispondere senza indugio. Ma immediatamente la riflessione si sposta sui figli: quanti di loro avrebbero risposto altrettanto bene? E qui il dubbio si insinua facendo dire con forza a tutti che occorre fare un importante sforzo con le nuove generazioni, a partire dalla scuola, poichè la disponibilità "destagionalizzata" della gran parte dei prodotti ortofrutticoli non aiuta per nulla i futuri cittadini a comprendere la differenza fra un pomodoro consumato a settembre da quello consumato a marzo.


Al terzo gruppo viene chiesto: "Gli alimenti prodotti localmente, specie se coltivati in modo tradizionale (o biologico) sono più costosi di quelli disponibili (semmai già pronti per l'uso o surgelati). Sapreste dire perchè allora bisogna incentivarne l'uso e come?"

I componenti il gruppo hanno le idee chiare: occorre informare ed informarsi per aumentare la consapevolezza non solo delle differenze di gusto ma anche, e soprattutto, delle qualità organolettiche che dovrebbero sempre farci preferire l'ortofrutta coltivata secondo i cicli e con le metodologie tradizionali. Ancora una volta viene chiamata in causa la scuola (che va però supportata dai genitori) ma anche una diversa etichettatura si ritiene potrebbe essere utile a far comprendere da dove vengono e come sono stati trattati i prodotti che acquistiamo e mangiamo.







"C'è chi ritiene che tutti i piccoli produttori che non abbiano grossi volumi di fatturato e che vendano i loro prodotti localmente, dovrebbero essere esentati da ogni protocollo di sicurezza ed igiene che vada oltre le normali misure di tipo domestico. Ciò per incentivare il ritorno all'agricoltura contadina di prossimità. Quanto siete d'accordo con questa proposta? E perchè?"

A questa domanda i partecipanti al gruppo rispondono con estrema chiarezza: i protocolli di certificazione vigenti sono pensati per le grandi organizzazioni che operano sul mercato globale, ma questo non può significare che i piccoli debbano "fare come vogliono". Si propongono forme di autocertificazione e/o documentazioni sui processi scelti ed adottati, da mettere a disposizione degli organi di controllo e dei consumatori. In questa direzione i rapporti diretti fra produttore e consumatore potrebbero essere di grande aiuto a migliorare costantemente i processi produttivi grazie allo sfruttamente dell'intelligenza collettiva della comunità tutta.




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I Learning Coffee sono incontri-dibattito “interattivi”, nei quali i partecipanti non sono solo spettatori di esperienze raccontate da esperti, con i quali si interagisce, ma diventano attori di un'esperienza “emotiva” collettiva capace di insinuare un dubbio che porterà la persona ad apprendere, condividere e crescere.

All’inizio dell’incontro il partecipante, accolto da un welcome coffee, riceve un modulo individuale nel quali gli vengono proposte delle tematiche o delle domande che li devono "mettere in crisi" circa il proprio ruolo e le proprie responsabilità sul tema proposto. Dopo questa fase di riflessione individuale, c'è un breve momento di condivisione e convergenza sulle problematiche che verranno affrontate e il saluto istituzionale dell’ente ospitante.

Un video tratto da servizi giornalistici, un filmato di Youtube messo in rete da associazioni vicine alle ideologie di Learning Cities, o un gioco di gruppo vengono utilizzati per aprire la mente, guardare le cose con un’ottica diversa, imparare, riflettere, farsi una propria opinione e avere voglia di condividerla. Tanto che dopo questa esperienza vengono poste delle domande alle quali i partecipanti rispondono apertamente, cercando di capire come l’esperienza “emotiva” vissuta poco prima (con il video o con il gioco) può aver inciso sulle loro persone e sulle loro opinioni. Poi è il turno della testimonianza dell'esperto (presente o in collegamento audio/video) e dei lavori di gruppo, nei quali mettersi ancora una volta in gioco.

La giornata si chiude con un confronto in seduta plenaria tra i gruppi di lavoro e gli esperti, per condividere dubbi, problemi, idee e soluzioni, così da lasciarsi il più possibile propositivi e positivi circa la tematica affrontata e il modo di viverla a partire da quella sera stessa.

 

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