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Lettera Aperta agli organizzatori di EXPO2015

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La campagna dePILiamoci.it sottoscrive la LETTERA APERTA alle Autorità coinvolte in EXPO2015, non fosse altro che per il fatto che si apre con questa stupenda frase:

“Allo stato attuale la produzione agricola mondiale potrebbe facilmente sfamare 12 miliardi di persone……. si potrebbe quindi affermare che ogni bambino che muore per denutrizione oggi è di fatto ucciso”
[Jean Ziegler, già Relatore Speciale delle Nazioni Unite sul diritto al cibo]

 

Le adesioni alla lettera aperta, sia individuali che collettive, vanno comunicate ad uno dei seguenti indirizzi mail:

Vittorio Agnoletto vagnoletto [at] primapersone.org

Franco Calamida f.calamida [at] alice.it

 

20150115 - 20150506 - Altamura - Murgiafor: Corso per Operatore per attività di protezione ambientale, raccolta e spazzamento dei rifiuti - Modulo Sostenibilità nella Gestione dei Rifiuti

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Dal Gennaio al Maggio 2015, Nello De Padova tiene un ciclo di lezioni-seminari sulla sostenibilità nei processi di gestione dei rifiuti agli allievi del Corso per Operatore per attività di protezione ambientale, raccolta e spazzamento dei rifiutiorganizzato dal consorzio MURGIAFOR di Altamura

 


Le giornate di studio, gestite come di consueto in modalità dialogica ed interattiva si aprono con la richiesta ai partecipanti di annotare e poi discutere assieme le emozioni e le sensazioni che stimola in ciascuno la proiezione del video CAMBIAMO IL MONDO, realizzato per la campagna dePILiamoci da Donato CISTERNINO (da sempre sostenitore della campagna dePILiamoci), che ha realizzato anche il la versione italiana de LA STORIA DELLE COSE (versione originale disponibile sul sito della fondazione The story of stuff) doppiata da Amelia Fornarelli, altra storica amica della nostra campagna.

Ed è proprio attorno a questo video che si sviluppa la seconda parte dell'incontro: gli allievi sonoinvitati a costruire la matrice della conoscenza con le parole chiave che traggono dal video e ad appuntarle in un unico foglio utile a comprendere e condividere le attese di ciascuno sulla giornata.

 

Ecco il risultato di questo primo lavoro condiviso:

 

Al termine della costruzione della mappa ha luogo la parte didattica vera e propria con la presentazione del concetto di sostenibilità a partire dalla rappresentazione tradizionale che di questo concetto si da:

 MAPPA DELLA SOSTENIBILITA'

 

 

Durante il percorso al fine di sperimentare dal vivo i risultati che si otterrebbero se ciascuno compostasse in proprio l'umido prodotto dalle attività domestiche, si è proceduto a realizzare e tenere attiva una compostiera da giardino.

 

Ecco i video della costruzione della compostiera

Liberare gli schiavi che si credono liberi (una riflessione di Flavio LOTTI)

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Schiavi o fratelli? 

Papa Francesco ci invita a mobilitarci contro la schiavitù che si va diffondendo nel mondo. Ma l'’impresa più difficile sarà liberare gli schiavi che si credono liberi. 

Una riflessione di Flavio Lotti, Coordinatore nazionale della Marcia PerugiAssisi, in occasione della Giornata Mondiale della pace 2015

Nota Bene: il grassetto è della campagna dePILiamoci.it

* * *



Forse schiavi lo siamo anche noi. Schiavi delle cose che rincorriamo tutti i giorni. Schiavi di una vita frenetica che ci lascia sempre insoddisfatti. Schiavi dei soldi che non ci bastano mai. Schiavi di un lavoro che non abbiamo o che ci rende la vita impossibile. E ancora, schiavi delle nostre ansie e delle nostre paure, dei luoghi comuni e dei pregiudizi. In occasione della giornata mondiale della pace, Papa Francesco ci chiede di mobilitarci contro la schiavitù che si va diffondendo nel mondo. Ma per cogliere il senso profondo di questo appello dobbiamo partire da noi. Ci sono tante forme di schiavitù, alcune più estreme e violente di altre, alcune più manifeste altre più occulte, alcune più vicine altre più lontane. Ma tutte interrogano la nostra vita e il nostro rapporto con gli altri. 

La schiavitù è anche un problema nostro. La vita che conduciamo è libera solo in apparenza perché tutti i giorni ci muoviamo entro uno spazio fortemente limitato da mille fattori che forse non abbiamo scelto "liberamente" ma che abbiamo sicuramente accettato. Pensiamo alle condizioni di sottomissione e sfruttamento in cui ci hanno ridotto il predominio del denaro e la divinizzazione dei mercati, "la dittatura di un'economia senza volto", la legge della competizione selvaggia e della corruzione, della speculazione finanziaria e dell'individualismo. Pensiamo a ciò che impedisce la nostra piena realizzazione e condiziona pesantemente le nostre relazioni con gli altri. 

Chi ci vuole schiavi, ci vuole anche soldati, individualisti, insensibili e indifferenti. Non è per caso che siamo sempre sul piede di guerra e ci curiamo sempre meno delle sorti di chi sta peggio, che vive lontano o che verrà dopo di noi. 

Noi non reggiamo più questa vita così come il mondo non può più reggersi sulla legge del più forte, dello sfruttamento della vita e della persona umana, dell'uomo sull'uomo, dell'uomo sulla donna, dell'uomo sulla natura e sull'ambiente. Così ci stiamo autodistruggendo. Prenderne coscienza è importante. Costa fatica, mette paura ma induce all'azione e apre la strada al cambiamento. 

La lotta contro la schiavitù moderna è la lotta per il futuro, perché noi tutti possiamo goderne uno, libero e dignitoso. A partire da tutti quei bambini e quelle bambine, quelle donne e quegli uomini che continuano ad essere violentati, venduti, sfruttati senza pietà.

La lotta contro la schiavitù comincia da noi e dall'impegno che metteremo per liberarci dalle catene invisibili che ci portiamo addosso. Riscoprire la nostra umanità, rinnovare i rapporti interpersonali e trasformare le relazioni sociali: questo è il compito che ci attende se non vogliamo più essere vittime e complici del sistema che ci rende schiavi. E' il passaggio dall'età del consumismo, dell'individualismo e dell'indifferenza all'età della fraternità che dobbiamo forzare. Il 2015 sarà un anno importante. Dovremo prendere molte decisioni difficili e imparare ad "agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza". Facciamo in modo che sia un passaggio di libertà.

Flavio Lotti, Coordinatore nazionale della Marcia PerugiAssisi

Perugia, 29 dicembre 2014

 

Fonte: http://www.articolo21.org/2015/01/chi-ci-vuole-schiavi-ci-vuole-anche-soldati-individualisti-insensibili-e-indifferenti/

La ricchezza del settimo giorno - dal BLOG di Roberto Lorusso

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Cosa dovremmo fare per convincere chi ci governa che riposare la domenica (cioè non fare alcun lavoro retribuito) restituirebbe dignità e libertà al nostro Paese?

Mi sono posto questa domanda dopo avere letto un articolo del prof. Luigino Bruni (quotidiano Avvenire della scorsa settimana) e che di seguito ti riporto, in sintesi, con una aggiunta di mie consoderazioni.

«Per sei giorni farai i tuoi lavori, ma nel settimo giorno ti cesserai, perché possano riposare il tuo bue e tuo asino e possano respirare i figli della tua schiava e lo straniero».

Questo brano di grande umanesimo tratto dal libro dell’Esodo (cap. 23,10-12) ci introduce anche nella dimensione di radicale gratuità del tempo e della terra con quella che è stata la grande legge del sabato che riguarda la natura, il tempo, gli animali, le relazioni sociali.

Puoi usare la terra sei giorni, non il settimo; puoi farti servire dal lavoro di altri uomini per sei giorni, non il settimo.

I boschi, il mare…, la terra e quanti vi abitano vanno rispettati, e quindi lasciati riposare liberi dal nostro istinto di possesso, non solo perché i loro frutti saranno per noi più sani e buoni. Vanno rispettati per il loro valore intrinseco e per la loro dignità, che dovremmo riconoscere e non oltraggiare anche quando una terra non è messa a cultura, e quando in un lago non c’è nessun pesce da pescare.

Perché i campi, i laghi, le foreste, sono creazione e dono, come lo siamo noi umani, gli animali, il mondo.

La fraternità della terra è la legge che ispira il settimo giorno.

La modernità, invece, con la nuova legge del PIL, ha cancellato la legge del sabato, riducendo il settimo giorno uguale agli altri sei.

La cultura del capitalismo in cui ci siamo immersi, ha una sua natura idolatrica: esige un culto perenne e totale, che ha bisogno di consumatori-lavoratori sette giorni su sette.

 

E così una grande indigenza della nostra generazione, forse la più grande, è la morte del settimo giorno, che è stato fatto scomparire dal nostro codice simbolico collettivo.

Gli “imperi” di tutti i tempi - oggi, anche, sotto forma di partiti politici - hanno sempre tentato di eliminare l’idea stessa del settimo giorno per i seguenti motivi:
1. le gerarchie e il potere durerebbero solo sei giorni,
2. per commettere tutte le ingiustizie sei giorni non sono sufficienti;
3. è troppa alta la paura di offrire alla comunità un intero giorno per esprimere un giudizio sulla (in)giustizia e sull’umanità degli altri sei;
4. non è conveniente dare la stessa dignità alla “gratuità della festa” e “l’efficienza del lavoro”.

Quando manca il settimo giorno, il lavoro diventa schiavitù per chi lavora, servitù e assenza di respiro per la terra e per gli animali; il forestiero non diventa mai fratello, il povero resta solo un rifiuto della comunità.

Per questo dobbiamo amare il settimo giorno, come grande speranza e promessa di libertà da tutti gli idoli e da tutti gli imperi, e come giudizio sul loro tempo: la profezia di un “giorno” diverso è sempre rinata nelle sofferenze e nelle schiavitù, e può rinascere ancora.

La legge del settimo giorno interpella tutte le dimensioni della vita.

Come singole persone ci invita a non consumarci e non possederci fino in fondo, a lasciare spazio nella nostra anima non occupato dai nostri progetti, perché vi possano fiorire semi che non sappiamo di custodire.

Perché il valore del settimo giorno non è solo un settimo del totale: è lievito e sale di tutti gli altri, che senza di esso restano sempre e tutti azzimi e sciapi.

Purtroppo la notte del settimo giorno sta inesorabilmente abbuiando gli altri sei. La terra non respira più, e a noi manca la sua aria.

Abbiamo il dovere di ridonarle e ridonarci respiro, di ridonarlo ai nostri figli che hanno diritto a vivere in un mondo con un giorno diverso in più, a rifare l’esperienza del dono del tempo e della terra.

E quindi: cosa dovremmo fare per convincere chi ci governa che il riposo domenicale è il volano della nostra economia?

 

fonte (http://www.robertolorusso.it/blog/1302-la-ricchezza-del-settimo-giorno)

20141219 - Altamura - Murgiafor: Corso per Esperti di vendita nel settore ICT - Modulo Sostenibilità

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Il 19 dicembre 2014, Nello De Padova tiene una lezione-seminario sulla sostenibilità agli allievi del Corso per Esperti di vendita nel settore ICT organizzato dal consorzio MURGIAFOR di Altamura


La giornata di studio, gestita come di consueto in modalità dialogica ed interattiva si apre con la richiesta ai partecipanti di annotare e poi discutere assieme le emozioni e le sensazioni che stimola in ciascuno la proiezione del video CAMBIAMO IL MONDO, realizzato per la campagna dePILiamoci da Donato CISTERNINO (da sempre sostenitore della campagna dePILiamoci), che ha realizzato anche il la versione italiana de LA STORIA DELLE COSE (versione originale disponibile sul sito della fondazione The story of stuff) doppiata da Amelia Fornarelli, altra storica amica della nostra campagna.

Ed è proprio attorno a questo video che si sviluppa la seconda parte dell'incontro: gli allievi sonoinvitati a costruire la matrice della conoscenza con le parole chiave che traggono dal video e ad appuntarle in un unico foglio utile a comprendere e condividere le attese di ciascuno sulla giornata.

 

Ecco il risultato di questo primo lavoro condiviso:

 

Al termine della costruzione della mappa ha luogo la parte didattica vera e propria con la presentazione del concetto di sostenibilità a partire dalla rappresentazione tradizionale che di questo concetto si da:

 MAPPA DELLA SOSTENIBILITA'

 

Quindi si apre il dibattito che verte prevalentemente sulla dimensione sociale della sostenibilità.

Vengono presentati alcuni esempi di produzione industriale per valutarne la sostenibilità nelle varie direzioni.

Fra questi, essendo ad Altamura, non poteva mancare il processo di produzione del pane, affrontato con la visione del video COME E' FATTO IL PANE che scatena subito un dibattito circa il tutte le componenti sociali, culturali, emotive oltre che economiche ed organolettiche che la produzione locale del pane comporta.

Si parla quindi si salute e sanità e di come la missione medica si sia trasformata in professione lucrativa come dimostrato dal ritorno sul mercato di un gioco d'altri tempi "L'ALLEGRO CHIRURGO".


La versione che dagli anni '70 ha fatto giocare generazioni di bambini aveva un payoff (la frase con cui la pubblicità cercava di spingere i genitori ad acquistarlo) suonava più o meno così:

Cerca di "operare" il povero paziente senza fargli del male, altrimenti il suo buffo nasone si illuminerà emettendo un grugnito!

Quello della versione attualmente in vendita recita:

Ritorna il gioco del paziente brontolone, in una nuova grafica, fai tante operazioni guadagna molti soldi e vinci il gioco!

Si parla ancora di Coefficiente di GINI e di BES, ma il tempo e tiranno e non si possono quindi sviluppare numerose altre riflessioni sul tema delle economie altre (GAS, EquoSolidale, Finanza Etica, ecc...) e modi altri di concepire il concetto di LAVORO e di TEMPO DI LAVORO


L'invito a tutti gli allievi è quello di organizzare sui propri territori incontri di approfondimento ai quali Nello De Padova si rende disponibile a partecipare.

 

Informazioni aggiuntive