Indice di Sviluppo Umano

Valutazione attuale:  / 0
ScarsoOttimo 

Solo da pochi anni (dal 1993 per l’esattezza) le Nazioni Unite hanno cominciato ad accostare al PIL altri indicatori utili a valutare correttamente la qualità della vita nei varii stati nazionali.

 

E’ così nato l’indice di sviluppo umano che però, a mio avviso, è orientato troppo a correggere esclusivamente dei fattori che “sistanziano” il cosidetto terzo mondo dal “sistema” occidentale.

In pratica tiene conto di elementi come la salute e l’istruzione ma non altri che invece danno evidenza di vero e proprio benessere.

Quanto incide il “nervosismo” oppure la “fretta” o il grigiore dei nostri palazzoni sul malessere che diffusamente caratterizza il mondo occidentale?

A mio avviso molto, ed infatti sempre più spesso qualcuno di noi “scappa” per andare in posti meno “sviluppati” ma più “sereni”. Dove c’è vero benessere insomma.

Pur con questi limiti l’ISU (o in inglese human development index - HDI), costituisce un primo elemento utile a capire quanto sia fuorviante utilizzare il PIL come indicatore del benessere.

In questo senso suggerisco di analizzare ad esempio il confronto del valore di questo indicatore fra Italia e USA, come evidenziato in questo documento ufficiale delle Nazioni Unite nel quale si evidenzia che praticamente a parità di Indice di Sviluppo Umano l’Italia ha un PIL procapite molto più basso rispetto agli Stati Uniti, a dimostrazione di quanto sia il PIL poco indicativo del vero Benessere.

Informazioni aggiuntive