TED: Edward Burtynshy Fotografa i paesaggi del petrolio

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Ho iniziato questo viaggio 30 anni fa, mi ero occupato di miniere. E avevo compreso che questo era un mondo che restava invisibile. Allora ho voluto, con fotocamere a colori e di grande formato, e con stampe giganti, produrre un'opera che in qualche modo diventasse il simbolo del nostro uso del paesaggio, di come usiamo la terra. Per me il punto fondamentale è stato questo: usare il mezzo fotografico, che ci permette di contemplare questi paesaggi, la fotografia, ho pensato, è proprio adatta per fare questo lavoro.

E dopo 17 anni che fotografavo questi grandi paesaggi industriali, mi è stato chiaro che è il petrolio la causa dell'impatto e della velocità Perché questo è cambiato: il ritmo col quale sfruttiamo le nostre risorse. Così ho cominciato a sviluppare una intera serie sui paesaggi del petrolio. Quel che voglio fare è una specie di mappa del percorso: c'è l'estrazione, quando prendiamo [il petrolio] dal sottosuolo, c'è la raffinazione. Questo è un capitolo.

Un altro capitolo che ho considerato è come lo utilizziamo: le nostre città, le nostre auto, la nostra cultura dei motori, dove la gente si raccoglie intorno ai veicoli come in una celebrazione. E il terzo [capitolo] è l'idea del capolinea del petrolio, questa fine entropica, disordinata, dove [ci sono] i pezzi delle nostre auto, i nostri pneumatici, i filtri dell'olio, elicotteri, aeroplani. Dove sono i paesaggi in cui tutte queste cose vanno a finire?

Per me, ancora una volta, la fotografia ha rappresentato un modo per esplorare il mondo, cercare e trovare quei luoghi. E ho avuto anche un'altra idea, che è stata portata avanti da un ecologista -- Fondamentalmente, lui ha fatto un calcolo. Preso un litro di benzina, ha detto: "Quanto carbonio serve, e quanto materiale organico?" Il totale era 23 tonnellate per un litro. Così ogni volta che faccio il pieno di benzina penso a quanta materia organica rappresenta.

Io so che il petrolio deriva dagli oceani e dal fitoplancton, ma lui ha fatto i conti per l'intero pianeta, considerando quanto è servito alla Terra per produrre quell'energia. Facendoli produrre alle piante, servirebbero 500 anni di fotosintesi per produrre i 30 miliardi di barili che usiamo ogni anno.

Questi conti mi hanno portato a considerare il grande rischio che corre la nostra società. Rispetto a questi 30 miliardi [di barili] all'anno, guardiamo i nostri due maggiori fornitori, l'Arabia Saudita e adesso anche il Canada, col suo petrolio sporco: insieme rappresentano solo circa 15 anni di fornitura. Il mondo intero, con le sue riserve stimate in 1.200 miliardi [di barili], ci dà solo circa 45 anni. Insomma: non è questione di "se", ma di quando il picco del petrolio piomberà su di noi.

Ecco, per me, usare la fotografia... io sento che tutti noi dobbiamo incominciare a prenderci il compito di usare i nostri talenti, i nostri modi di pensare, per iniziare ad affrontare quella che penso sia forse la sfida più grande del nostro tempo: come fare i conti con la crisi energetica.

E mi piacerebbe dire -- una volta passato l'ostacolo, tra 30 o 40 anni -- ai miei bambini, [vorrei] poterli guardare e dire loro: "Abbiamo fatto tutto quello che ci è stato umanamente possibile per mitigare tutto ciò", e penso che questo sia uno dei momenti più importanti e critici del nostro tempo. Grazie.


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