Approfondimenti

La mappa del BIL affronta temi spesso assai complessi e quasi sempre assai controversi.

Questo, come ogni altro elemento della mappa merita di essere conosciuto ed approfondito attraverso lo studio l'analisi ed il commento delle posizioni assunte in merito da studiosi, opinion leader, politici, ecc....

Quì una raccolta di tali fonti di approfondimento alla quale contribuiscono tutti i volontari che stanno sviluppando questo portale e la Mappa in particolare. E' una attività di ricerca cui tutti possono partecipare.

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Potremmo vivere con un'auto per palazzina

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Intervista a Nello De Padova di Francesca Dell'Aia per la testata La Voce del Paese di Casamassima (BA)


Si parte da una constatazione: muoversi con l'auto è molto più costoso che con l'autobus. Eppure poco più di una settimana fa a Napoli la quasi totalità degli autobus dell'Anm (l'Azienda napoletana mobilità) sono rimasti nei depositi perché la società non è stata più in grado di garantire l'acquisto del carburante, costringendo i partenopei ad inutili attese di pullman che non sono mai passati e causando una serie interminabile di disagi.

Nello De Padova, rievocando l'episodio che ha del paradossale, interviene sostenendo la necessità di pensare a un nuovo modello di mobilità in cui togliersi dalla testa che l'auto sia il mezzo di trasporto migliore per spostarsi.

1) Per quale motivo crede che si possa immaginare una vita senza auto?

L'auto è utile ma è anche vero che consiste in un mezzo che quasi sempre sta fermo e che quindi produce uno spreco di risorse senza limite. Forse se cominciassimo a 'condividere' le auto come accade in Germania, e in alcuni casi anche a nord Italia, non sarebbe più necessario comprare la macchina. Attraverso questo meccanismo si fa un abbonamento, si paga una tassa annuale dell'importo molto più basso di quanto si pagherebbero anche solo le spese di bollo per la propria auto privata e questo permette di fare una chiamata per sapere dove si trova l'auto disponibile più vicina. Così si preleva l'auto, la si utilizza e poi la si lascia in un parcheggio preposto affinché altre persone possano prenderla. In questo modo si ha la possibilità di muoversi con un mezzo che non è esattamente pubblico e che permette di disporre di una certa autonomia simile a quella concessa ad un possessore di auto privata. È un po' come il sistema del cosiddetto 'bike sharing', in parte già funzionante nella nostra zona, a Bari quanto a Monopoli.

2) Non pensa che il motivo per cui questi sistemi stentano a decollare, soprattutto a sud Italia, sia la pressoché totale assenza di mezzi pubblici in molti territori?

Credo che al di sopra di tutto da noi tali ragioni siano legate ad un fatto prettamente culturale e di 'status symbol'. La macchina, in particolare, è stata uno status symbol per tanti in Italia nei decenni passati; adesso lo sta diventando il non averla. Ciò credo sia frutto di una generazione che sta uscendo fuori da certi stereotipi. Vivere senza auto è una cosa possibilissima e fa molto bene.

3) Per invertire la rotta si potrebbe pensare al possesso di una sola auto per famiglia?

Io direi piuttosto di un'auto per palazzina. Una sola macchina per un intero condominio sarebbe più che sufficiente. A Strasburgo esistono interi quartieri in cui non ci sono nemmeno i posti auto nei condomini perché quegli stessi parcheggi vengono realizzati a 500 metri di distanza dalle abitazioni. Solitamente poi tra le case e i parcheggi c'è la fermata della metro, per cui tendenzialmente si arriva prima lì che ai parcheggi.

4) Però così facendo se di sera si verificasse un'emergenza e non si avesse a disposizione l'auto condivisa per spostarsi come si dovrebbe fare?

Si potrebbe sempre prendere un taxi. Noi abbiamo questa percezione, soprattutto qui a sud, dei taxi come dei mezzi solo per ricchi, invece quando sorgono esigenze specifiche i taxi sono un mezzo comodissimo ed estremamente sicuro. In più va considerato che le volte in cui capitano emergenze che richiedono uno spostamento serale sono relativamente poche. Se si inserisce nel budget complessivo quel costo di certo non si arriverà mai a quei 4.000-5.000 euro che si spendono in media ogni anno solo per una macchina e solo per mantenerla, per il gusto di possederla. Se poi la si deve anche usare, beh, a quel punto i costi sono ancora più alti.

5) Cosa consiglierebbe ad una persona che deve spostarsi verso Bari per andare a lavorare?

Chi deve dirigersi verso la zona industriale ha l'unica soluzione di mettersi d'accordo con qualcuno che vive nello stesso paese o che lavora nella stessa azienda, chi invece verso un quartiere periferico ha più scelta perché devo dire che a Bari ora ci si muove discretamente. Peraltro gli autobus che partono da Casamassima non fanno tappa solo in centro ma anche in altre zone come Poggiofranco o il Polivalente.

6) È consapevole che alle volte prendendo un singolo mezzo o dovendo fare dei cambi si attende lo stesso tempo della durata complessiva di un viaggio di media-lunga tratta?

Certamente possono capitare questi generi di episodi però c'è da dire che il nostro trasporto negli ultimi anni è molto migliorato. Ci sono linee di autobus molto comode e, non dimentichiamo, ci sono anche altri mezzi che stanno prendendo piede come la bicicletta. Non solo. Esistono anche sistemi alternativi utili a viaggiare che stanno riscuotendo un certo successo. Uno di questi consiste nel posizionarsi nei pressi della fermata dell'autobus muniti di cartello quando si perde la corriera. In genere nel giro di un quarto d'ora si trova un passaggio. Spesso durante quei viaggi condivisi si intrattengono lunghe chiacchierate anche perché la cosa desta interesse essendo innovativa e curiosa. Come questa ci sono tante altre formule che si possono innescare spontaneamente e dall'iniziativa personale. Laddove questo genere di meccanismi stanno partendo i risultati sono strabilianti. Credo che noi a Casamassima abbiamo un problema culturale e di disgregazione sociale che grazie a questi sistemi potrebbe essere quantomeno parzialmente risolto.

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Progetto Capuzzola

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"Sono una decina d’anni che ci occupiamo di “sviluppo”.
Le organizzazioni per cui lavoriamo, e noi con esse, piuttosto che dare il pesce ai poveri, insegnano loro ad usare la canna da pesca.
Certo è “politically correct”, nessuno trova nulla da ridire.
Ma siam proprio sicuri che le cose stanno cosi’?
Un po’ di domande noi ce le facciamo. Domande che nascono dalla nostra esperienza quotidiana con le “canne da pesca”.
E’ vero che sono in tanti quelli che hanno imparato a pescare. Ed e’ anche vero che molti si sono emancipati dall’estrama poverta’. Parecchi poveri, pero’, non ne vogliono sapere di imparare a pescare.
Spesso per ragioni comprensibili o addirittura condivisibili. Ci sono quelli che non vivono al mare, o su un lago o nei pressi di un fiume. Ci sono quelli che non hanno fame e ci sono anche i vegetariani. C’e’ poi anche l’eventualita’ che siano finiti, i pesci, o che siano avvelenati di piombo o di cianuro..."


Così si apre la presentazione di un progetto che Fabio e Barbara stanno pensando di realizzare per cambiare la vita loro e di chi vorrà seguirli in questa avventura.

Scarica il documento in PDF e, se ritieni, commentalo su questa pagina.

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ECONOMIA E GLOBALIZZAZIONE: Spazio di riflessione per gli allievi del'ICT MARCO POLO di Bari

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Il terzo tema scelto per dal gruppo promotore del ciclo di incontri avviati nell'ambito della collaborazione fra Consorzio Costellazione Apulia - Istituto Marco Polo e DePILiamoci è quello della centralità dell'Economia nell'attuale modello di sviluppo con particolare riferimento alle conseguenze socio-ambientali della sua Globalizzazione.

In questa pagina, costruita dagli oltre 40 allievi coinvolti nell'iniziativa, sono raccolte le riflessioni che durante il mese di Maggio 2009 sono realizzate dai ragazzi, impegnati nell'approfondimento del tema.

Questa pagina infatti è una pagina "viva", costruita dai ragazzi con l'assistenza telematica di Chiara CATALDI, Ripalta DE VIVO, Annalisa TULLO, tre "tutor virtuali" allieve del corso di Educazione Ambientale dell'Università di Bari, resesi disponibili nell'ambito della collaborazione attivata fra il progetto DePILiamoci ed Angela DANISI, titolare di tale cattedra.

Sempre a distanza segue i lavori dei ragazzi Mario CARINI (Referente per l'area "Paesi cosidetti poveri" del
Movimento per la Decrescita Felice), che partecipa in videoconferenza, assieme a Nello DE PADOVA, all'evento del 28 Maggio, durante il quale si verifica sul campo l'efficacia del metodo proposto, teso ad attivare un approccio critico ed indipendente dei ragazzi a questo tema.

Partendo dalla considerazione che attualmente in nome della crescita economica si accettano radicali cambiamenti nell'intero sistema socio-ambientale-culturale del pianeta, ed al fine di verificare se questa onnipresenza dei temi economici sia utile allo sviluppo dell'umanità, si è ritenuto utile che i ragazzi si preparassero all'incontro lavorando attorno a tre semplici affermazioni, solitamente date per assunti, che in questo caso vengono proposte in forma di domanda:

L'Economia è a servizio dell'uomo!?!

L'Economia salverà il pianeta attraverso la tecnologia!?!

Il mercato regola l'economia con la mano invisibile!?!


Lo scopo è cioè quello di riflettere quindi su una cultura dominante economico-centrica e sulla possibilità che un paradigma diverso (quello della DECRESCITA) sia conveniente non solo per l'opulento occidente sviluppato ma anche per il "terzo mondo" verso il quale, attraverso la globalizzazione, il sistema economico indirizza i suoi sforzi persuasivi con la promessa di un futuro migliore perchè economicamente più ricco.

Con questo evento si chiude il ciclo di incontri realizzato presso la scuola Marco POLO di Bari nell'anno scolastico 2008-2009.
L'appuntamento, doveroso visto l'entusiasmo dei ragazzi, è per il prossimo anno scolastico.

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Progetto Di.Mo.Stra.

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Roberto Lorusso ha realizzato per Anci il progetto DIvulgazione MOdelli STRAtegici teso a supportare le Pubbliche Amministrazioni Locali in materia di Pianificazione Strategica Sostenibile.

Il progetto ha prodotto importanti risultati di carattere tecnico e numerosi documenti divulgativi.

Per i primi si rimanda al portale di progetto www.progettodimostra.it

Fra i secondi si segnala una serie di articoli pubblicati sulla testata pugliese IL QUOTIDIANO, scaricabili qui di seguito:

Mercoledì, 14 novembre 2007 Perchè c'è bisogno della Pianificazione Strategica
Mercoledì, 21 novembre 2007 L'approccio sistemico per uno sviluppo sostenibile
Mercoledì, 28 novembre 2007 Comunità creative capaci di futuro
Mercoledì, 5 dicembre 2007 Un navigatore in aiuto della Pianificazione Strategica
Mercoledì, 12 dicembre 2007 Senza sussidiarietà la Pianificazione Strategica è inefficace
Mercoledì, 19 dicembre 2007 Solidarietà fondamento della Pianificazione Strategica
Mercoledì, 9 gennaio 2008 La consapevolezza del presente guida la pianificazione strategica
Mercoledì, 16 gennaio 2008 La partecipazione attiva aiuta a definire la visione di successo per il Piano Strategico
Mercoledì, 23 gennaio 2008 Anche i marines servono alla pianificazione strategica
Mercoledì, 30 gennaio 2008 Le imprese socialmente responsabili sono partner privilegiati della pianificazione strategica della città
Mercoledì, 6 febbraio 2008 Solo una puntuale e condivisa definizione di successo rende credibile la pianificazione strategica
Mercoledì, 12 febbraio 2008 Per una pianificazione di successo i leader non devono smettere di imparare
Mercoledì, 19 febbraio 2008 Il Piano Strategico: un percorso a due ruote
Mercoledì, 27 febbraio 2008 Una città sostenibile è una città che ha imparato a vivere senz'auto
Mercoledì, 5 marzo 2008 Il Piano Strategico insegna a non produrre rifiuti
Mercoledì, 12 marzo 2008 La città non è un problema, è la soluzione
Mercoledì, 19 marzo 2008 Le aziende municipalizzate interpretano la sostenibilità
Mercoledì, 26 marzo 2008 Friburgo città "solare" più di una città del Mediterraneo
Mercoledì, 2 aprile 2008 Il benessere di una comunità aumenta anche se le entrate di bilancio non crescono
Mercoledì, 9 aprile 2008 Le città insegnano a stere meglio consumando meno
Mercoledì, 16 aprile 2008 La Pianificazione Strategica non deve ignorare la famiglia
Mercoledì, 23 aprile 2008 Una eco-città frutto della partecipazione dei cittadini: il quartiere Vauban di Friburgo
Mercoledì, 30 aprile 2008 Le delibere di giunta per una eco-città
Mercoledì, 7 maggio 2008 Una eco-città non produce rifiuti

Lamentiamoci Meno

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Lamentiamoci Meno

Ringrazio l’amico Ferruccio per questo Documento che ci aiuta a riflettere sui nostri Stili di vita

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